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Babele

Babele è intesa come intreccio di mondi e stili musicali che generano altri stili ancora, richiama al dialogo tra diversi linguaggi, fatti non solo di lettere o parole ma anche di immagini, segni, suoni, espressioni, ecc.

Frammentazione si ma anche fusione perché gli stili musicali diversi si contaminano, la musica è condivisa e condivisibile al di là dei confini umani, unisce in dialogo o discussione più mondi, elevandosi così dalla confusione per viaggiare su una linea orizzontale e, quindi, non fallibile come Babele nel racconto biblico.

Da questi pensieri nasce l’idea di tradurre visivamente la Babele della musica con un segno non codificato ma già consapevole della sue potenza e delle sue potenzialità. Segni, ritmi grafici, lettere che si intrecciano in una bolla primordiale che si svolge e dialoga in mille e più forme.

I segni che compongono il magma di Babele sono stati disegnati con la punta di una piuma intinta nell’inchiostro da un bambino di 5 anni.

La scelta ha una motivazione precisa e nasce dalla sensibilità maturata dalle progettiste in un contesto culturale ed educativo, quello della città di Reggio Emilia, che valorizza l’infanzia e il contributo artistico-culturale che porta con sé.

La scrittura nei bambini in età prescolare è un linguaggio già presente e molto forte, che si esprime in una forma che non coincide con l’alfabeto codificato e riconosciuto dagli adulti. Per un bambino la scrittura è una modalità espressiva ancor prima che comunicativa perché non rientra nello schema binario codifica e decodifica del messaggio.

È da questa relazione tra intenzionalità comunicativa e indecifrabilità del linguaggio, tra il piacere per un pensiero che si fa segno e la disponibilità di coglierne la potenzialità espressiva al di là della comprensione, tra il desiderio di raccontare e ascoltare che nasce l’immagine del festival: scoperta e confronto di linguaggi e vissuti diversi che si mescolano in un caos apparente di segni per dare voce a nuovi suoni.

Per promuovere l’immagine del festival, tradizionalmente più legata agli ambienti del teatro e della musica classica, la Fondazione Santa Cecilia ha organizzato, in collaborazione e presso gli spazi del centro commerciale Adriatico 2 di Portogruaro, una mostra di dodici pannelli sui compositori rappresentati al festival e sul concetto di linguaggio musicale. Alla mostra è stato affiancato un concorso per coinvolgere attivamente pubblico che poteva partecipare inviando una foto, un disegno, una frase che raccontasse la passione per la musica.

Le foto selezionate sono andate a comporre il video proiettato durante la serata di chiusura del festival il 14 settembre.

Cliente: Fondazione Musicale di Santa Cecilia

Collaboratori

Onde Comunicazione per la parte video e digital marketing

Anno: 2015