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La paperella da bagno con l’inconfondibile parrucca e la giacca rossa di Amadè è uno dei più apprezzati souvenir di Salisburgo. Pare che il suono non sia il classico quack… Provare per credere.

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Non poteva mancare un classico della cultura kitsch, la boule de neige con l’effige di Mozart violinista, per l’occasione trasformata in una bolla di sapone, effimera, voluttuosa come sapeva essere anche Amadè.

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”…per Mozart il Cattolicesimo e la Massoneria erano due sfere concentriche, ma la Massoneria in quanto anelito alla purificazione morale, lavoro per il bene dell’umanità, ultima conoscenza della morte, era la sfera più alta, la più ampia, la più grande fra le due…” Alfred Einstein, il biografo.

Nella cornice di ispirazione barocca che richiama gli ostensori sacri, spicca il ritratto più famoso di Amadè, la sua immagine ufficiale, a cui fa da contraltare sulla parete un gioco d’illusioni ottiche con un significato nascosto. Ai più audaci l’interpretazione.

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Le iconiche Palle di Mozart, o Mozartkugeln, sono praline di marzapane e pistacchio ricoperte di crema gianduia, perfettamente rotonde, create dal pasticciere Paul Fürst nel 1890. Tale fu il successo che si sprecarono le imitazioni e la cause legali per appropriarsi del nome.

Per l’immagine del festival è stata scelta una delle tante imitazioni, ma pare che il gusto non ne risenta.

Cercando Amadè

Trovare un’immagine per un festival che rappresenti di Mozart, ancora uno, proprio e nientemeno che la ricerca dell’autentico Mozart, porta quasi di diritto alla paralisi da foglio bianco. Ci ha guidato l’intuizione di Enrico Bronzi, direttore artistico del festival: “…oltre ai famosi cioccolatini mozartiani, da un po’ di tempo girano delle terrificanti paperelle da bagno “Mozart”. Nei miei sogni, cercare Amadè potrebbe essere scorgere la sua figura in una processione di paperelle… Ma mi chiedo, potremmo sfruttare il kitsch, la cultura pop dell’immagine, gli stereotipi a nostro vantaggio?… Mostrare il ridicolo degli orpelli servirebbe proprio a rivelare la verità più nascosta.”
La cultura kitsch ha fatto il suo corso come un flusso di coscienza, la terrificante paperella ci ha trascinato nel sogno psicaledico di una stanza da bagno come forse Mozart l’avrebbe voluta.
Opportunamente dosato, il gusto per il kitsch ha dato vita vita a un’immagine ricca di riferimenti simbolici, una parodia seria, un gioco di allusioni.
E per chi vuole stare al gioco non rimane che andarle a cercare.

Cliente: Fondazione Musicale di Santa Cecilia

Art: Erika Profumieri

Anno: 2017